Le idee innovative delle donne

Sei una Girl Geek e stai pensando di avviare un nuovo business in ambito tecnologico?

Hai le idee ma non sai come tradurle in atti pratici: la parola Business Plan ti mette l’ansia dell’ignoto?
Il Venture Capitalism ti sembra lontano come un orizzonte tropicale?

Hai letto dell’iniziativa del Comune di Milano per favorire la creazione e lo sviluppo di imprese innovative nel settore delle tecnologie per l’informazione e la comunicazione e hai pensato che hai un’idea ma non sai se ne hai le capacità?
Leggendo della Start Cup ti chiedi da che parte puoi cominciare?

Contatta il GGD team di Milano - pr /at/ girlgeekdinnersitalia (.) com mettendo come oggetto : “[GGD]donne innovative”. Possiamo organizzare qualcosa per aiutarti a sviluppare le tue idee !!!

Tags: , ,

Come organizzare le vacanze online

Marrakech

E non intendo vacanze in villaggi o in gruppo: no no! Dalla a alla zeta, da soli, con lo zaino in spalla (o la trolley, quella ve la concedo), trasformandosi nella propria agenzia di viaggi, dove tutto è permesso e non ci sono commissioni (o quasi) :)

L’anno scorso abbiamo organizzato 2 settimane in giro per il Marocco prenotando tutto da casa, così come quest’anno stiamo facendo per il giro in Scozia.

Come procediamo:

  • decidiamo una meta
  • iniziamo a vedere le info di base: come arrivare, budget giornaliero (pernottamento e pasti)
  • cosa vedere (sono ancora legata alla carta e ai post it)
  • definizione dell’intero itinerario, giorno per giorno (anni fa, per un esteso giro in Francia, tra castelli e cantine, abbiamo fatto un excel condiviso con, giorno per giorno, cantina, campeggio e cosa vedere, rispettato quasi alla lettera)

Dove andare

I siti della Lonely Planet e della Routard (per chi sa il francese) sono i migliori e i più completi al mondo per quanto riguarda le guide turistiche storiche.

Il sito della Lonely Planet, oltre ad avere le informazioni di base per ogni paese e un efficientissimo e-commerce dove le guide appena uscite costano il giusto (non ci sono le commissioni dell’esportazione), la spedizione è onesta e arrivano in una settimana massimo, con la possibilità di scaricare i singoli capitoli delle guide, pagandoli molto meno che l’intera guida cartacea. Non solo: l’indice e un capitolo per ogni guida sono scaricabili gratuitamente.

Questi siti rappresentano solo la punta dell’iceberg di tutte le informazioni che si possono trovare online su qualsiasi meta. Basta anche solo partire dal sito dell’ufficio del turismo del paese o della città che si vuole visitare, per iniziare a farsi un’idea di cosa è assolutamente imperdibile. Moltissimi siti sono corredati da fotografie favolose, in modo da capire ancora meglio se una città della Cina profonda o un parco nel bel mezzo della Germania sono proprio quello che stiamo cercando.

Senza dimenticare Flickr e il suo motore di ricerca.

Come andare

  • in aereo: provate i metamotori, come e-dreams o liligo, per confrontare i prezzi tra le varie compagnie, ma in realtà all’aereo esistono svariate alternative (se avete tempo)
  • la macchina: per la Scozia stiamo programmando tutto partendo da Milano in macchina. Per questo tipo di viaggi il sito della Michelin è utilissimo, fatto molto bene e raggiunge una precisione quasi maniacale sul consumo medio di benzina e i pedaggi autostradali, dandovi, tra l’altro, svariate possibilità di viaggio, dalla più breve alla meno costosa.
  • il treno: comodo, anche se a volte costoso e richiede un dispendio di tempo maggiore, ma volete mettere la comodità di star seduti nella vostra poltroncina e guardar fuori dal finestrino, leggendo un bel libro? Per gli orari di tutta Europa ci sono svariati siti.
  • il traghetto: resta, alle volte, l’alternativa più economica, per certe tratte, soprattutto se si viaggia di notte. Un anno andammo dai suoceri vicino a Montpellier per qualche giorno di calma in mezzo alla campagna, poi in treno fino a Marsiglia (con un’offerta incredibile dal sito delle ferrovie francesi) e poi in traghetto fino ad Alghero, ospiti di un’amica: mai fatta vacanza meno costosa :). Per i traghetti è sempre meglio acquistare direttamente dal sito della compagnia prescelta, ma ci sono anche svariati meta motori.
  • l’autobus: abbiamo girato tutto il sud del Messico in autobus, da quello di seconda classe senza aria condizionata e due bambini urlanti nel posto dietro di noi, a quello di super prima classe con il post per stendersi e un film di Britney Spears! Un’esperienza indimenticabile, che consiglio a chiunque e che rifarei a occhi chiusi! Mai visto un servizio più efficiente: in 4 settimane nessun autobus ha mai tardato e la maggior parte sono anche arrivati in anticipo! Idem per il Marocco: treno e autobus. Mai un intoppo! Reperire orari e costi dalle varie compagnie di autobus o treni è facilissimo: nel 2003 in Messico non abbiamo avuto nessun problema a trovare siti delle varie compagnie, figuratevi nel 2009. Online c’è tutto, magari senza grafica all’ultimo grido o con possibilità interattive 2.0, ma in fin dei conti l’importante è trovare le informazioni che ci servono. Ma anche l’Europa è ben servita: dall’Italia si può arrivare ovunque in autobus.

Dove alloggiare

Le tipologie di sistemazione variano da paese a paese: la Francia in campeggio o gites o chambres d’hotes, il Regno Unito in B&B (sconsiglio vivamente il campeggio: piove troppo), il Marocco in riyad… Individuata la tipologia di alloggio che preferite, affidatevi alle community di viaggiatori.

La più affidabile è, secondo me, Tripadvisor: ci sono decine di recensioni per la singola struttura che vi faranno capire se quello che avete visto dal sito corrisponde o meno alla verità. E poi i blog di viaggiatori o i blogger che vi raccontano le loro esperienze di viaggio.

Quando tornate

Potete condividere i vostri viaggi anche prima di partire, con dopplr per esempio, ma quando tornate tocca a voi arricchire il mondo: parlate della vostra esperienza, lasciate una traccia di ciò che avete provato e di ciò che pensate del paese in cui siete stati. Farete felici chi dopo di voi vorrà andarci.

Due segreti:

  • diventate il vostro metamotore di ricerca: non soffermatevi su un unico sito, che sia pe ri voli, l’albergo o l’autobus, ma provateli tutti. Alla fine troverete l’offerta migliore, che poi confronterete con i prezzi della compagnia aerea, dell’albergo o del traghetto direttamente dal sito ufficiale ;)
  • usate i metamotori o le community di viaggiatori per trovare l’albergo, fidatevi degli altri che hanno già provato la struttura, ma poi prenotate dal sito dell’albergo: eviterete la commissione.

E  tu come organizzi le tue vacanze online?

Che tips hai per noi?

Tags: , ,

La mia vita con Mario e Luigi Bros

(Vuoi essere una guest blogger su Girl Geek Life? Scrivi con noi!)

Juliette Bellavita consulente e blogger,  si sta occupando di un’applicazione per iPhone legata alla cucina e sta iniziando ad occuparsi dello sviluppo di un sito/applicazione iPhone legato al mondo dei viaggi.

Flying-Mario

Super Mario Galaxy

C’è chi dice che la Playstation abbia dei giochi più realistici, che la X-Box 360 costi meno e abbia un numero di titoli maggiore, ma per quanto mi riguarda la Wii resta la migliore.

Sono una fan della Nintendo sin dalla più tenera età: sono stata svezzata da Donkey Kong sul Game&Watch portato dal Giappone da mio padre, ho risparmiato faticosamente per comprare il Game Boy quando ero ancora alle medie per massacrarmi di Tetris fino ad avere le allucinazioni, ho passato un’estate intera in Francia a giocare con il NES e poi per i miei 18 anni ho festeggiato con il nuovissimo Super Nintendo.

Che nerd!” direte, ma di fatto Mario e Luigi Bros fanno praticamente parte della mia famiglia, come potrei quindi non amare la Wii e tradirli con altre console?

Attaccamento personale a parte, credo che sia una piattaforma di gioco rivoluzionaria, seppure con qualche piccola pecca. Dopo averla ambita e desiderata spassionatamente per un anno intero dalla sua uscita consolandomi con il valido Nintendo DS, finalmente un giorno la Wii è apparsa nel salotto di casa mia, con tanto di Balance Board per Wii Fit, due controller e due Nunchuck.

Come funziona la Wii penso che ormai lo sappiano tutti. L’interazione fra la mano sinistra e la destra attraverso il Wiimote (di fatto, un controller senza fili) e il Nunchuck (un altro piccolo controller con funzionalità differenti collegato al primo) permette una giocabilità innovativa completamente diversa rispetto a quella fornita dalla altre console. In che modo?

Il Wiimote è dotato di accelerometri e giroscopi interni sensibili quindi ai movimenti del polso e all’intensità dei movimenti. Il controller è collegato con un dispositivo ottico a una barra sensore che viene posta sopra o sotto alla TV. In questo modo quando il giocatore si agita durante un incontro di box, lancia l’amo in acqua durante un’uscita in barca, o fa uno smash incredibile mentre sfida la Sharapova a tennis ha la sensazione che i propri movimenti corrispondano esattamente a quelli riportati dai personaggi nel gioco.

Se collegata alla Balance Board (una piattaforma che si connette a sua volta alla barra sensore della TV) la Wii si trasforma in una palestra portatile dove per ogni zompetto, movimento, addominale, posa aerobica o prova di equilibrismo viene rilevato e inviato alla Wii. Gare di sci, snowboard, ginnastica, yoga, hoola-hop e persino la corsa sulla fune. Potrete cimentarvi in tante discipline diverse e scoprire se il vostro “balance” è davvero a posto.

Quando era appena uscita, nel 2006, la console aveva un numero davvero limitato di giochi, ma dopo qualche mese è finalmente uscito il capolavoro dei videogame mai realizzati fino ad oggi: Super Mario Galaxy. Se amate Mario & Luigi lo avrete sicuramente già provato.

Attraverso mondi fantastici con la creatività che solo gli sviluppatori della Nintendo possono sprigionare e un modo di giocare già rivoluzionario di per sé ma che qui nemmeno tiene più conto delle leggi di gravità o delle regole alle quale siamo abituati, Super Mario Galaxy ti trasporta in una e più dimensioni parallele sempre in compagnia della solita gang composta dai Toad, dalla Principessa, da Luigi, dagli Sfavillotti (come dimenticarli!) e da tutti gli altri amici e crudeli nemici. Sì, mi sbilancio e non resisto a dire che Super Mario Galaxy è un gioco davvero fantastico.

Piano piano il numero di titoli disponibili per la Wii si è arricchito con grandi classici dei videogiochi come Resident Evil in tutte le sue declinazioni, Call of Duty 3, il bellissimo Top Spin 3, e un numero vastissimo di giochi per bambini come Cooking Mama, i Pokemon e tanti altri.

Ma la mia passione degli ultimi tempi, una volta terminato Super Mario Galaxy e aver sbaragliato (o perso con) amici, parenti e perfetti sconosciuti al volante di Mario Kart (bellissimo!) è sicuramente Guitar Hero World Tour.
Disponibile anche per le altre console Guitar Hero realizza i rocker frustrati come me. Essere al centro del palco a cantare, o suonare un pezzo infuocato alla chitarra (quella vera, e non un semplice controller) è sempre stato il mio sogno, ma ahimè ai concerti sono sempre andata come spettatrice anche a quelli dei miei numerosissimi (e non sempre dotati) amici. Con Guitar Hero posso finalmente gridare “I ROCK!!!” insieme a mia sorella per la gioia dei vicini ottuogenari che fra tanti acciacchi purtroppo o per fortuna ci sentono benissimo. Fortunelli..

Attraverso la Nintendo Wi-Fi Connection (WFC, servizio gratuito integrato) ci colleghiamo online e ci uniamo con altri invasati giapponesi, canadesi, americani, francesi o russi per mettere su complessi musicali composti da chitarra, basso, batteria e microfono (tutti veri collegati alla Wii) o ancora meglio per sfidarci in gare di schitarrate inenarrabili. Inutile dire che non vinciamo mai, ma non fa niente. L’imporante è crederci, e noi ci crediamo tantissimo.

In conclusione la Wii non sarà la console con più giochi in assoluto, ma se il suo prezzo nei negozi non è mai calato e le vendite continuano ad essere sostanziose portandola per un lungo periodo sulla cresta dell’onda anche rispetto alle altre piattaforme, ci sarà pure un motivo.

Voi cosa ne pensate? Quali sono i vostri giochi preferiti?

Disclaimer
Questo post è basato su un’esperienza personale. Nè Juliette nè nessuna della redazione di GGD Life ha ricevuto compensi, sconti o agevolazioni dai marchi citati per aver scritto questo post.


Tags: , , ,

Mi presento sono Leyio, Leyio Personal Sharing Device.

La mia missione: file sharing!
Questo dispositivo, o meglio PSD (Personal Sharing Device), è il primo dispositivo 16GB Ultra-Wideband sul mercato. E’ fondamentalmente un hard disk con un lettore di impronte digitali e una tecnologia di trasferimento dati veloce. Ora scambiarsi i file senza la necessità di usare il computer è possibile!

Leyio

Leyio

Il mio aspetto? Sinuoso ed essenziale.
Ad una prima impressione questo dispositivo appare molto maneggevole e piuttosto cool (un po’ apple style anche il packaging), con i suoi bordi sinuosi, lo schermo ad alta definizione a colori e il lettore di impronte digitali, un dispositivo geek piuttosto impressionante. Una via di mezzo fra un ipod mini ed un telefonino.
Sui lati si trovano: una mini-porta USB (per connetterlo al PC e ricaricarlo), una porta USB standard e un flash drive USB rimovibile (chiamato navetta).

Sono semplice e usabile.
Una volta acceso il dispositivo l’utilizzo è stato piuttosto facile ed intuitivo. Con un solo pulsante e un lettore di impronte digitali si avvia.
Alla prima accensione vi verrà richiesta l’impronta digitale (che ovviamente il dispositivo non conosce la prima volta) o in alternativa un PIN numerico (di default è 000000). Una volta inserito il PIN potete memorizzare l’impronta.
Per spostarsi attraverso il menu si sfiora verso l’alto, il basso, sinistra e destra il lettore di impronte digitali.
Davvero non poteva essere più semplice. Potete trovare sul sito ufficiale una serie di video tutotial, visto che nella confezione non c’è un manuale d’uso.

Come ti condivido i file?

Ci sono 3 possibilità, ovviamente la più innovativa è la prima:

  • Da Leyio a Leyio: con un rapido gesto della mano, muovendo leggermente il polso (come quando distribuisci le carte) è possibile trasmettere file o link ad un altro Leyio, ovunque ci si trovi: con le amiche al bar - “ehm, ce l’hai tu l’ultima puntata quinta serie de…” -, durante una riunione di lavoro, ad una conferenza la propria business card. Una foto di 3MB può essere trasferita in appena 3 decimi (0,3) di secondo e un lungo videoclip in circa 20 secondi e ricevere, in contemporanea, foto o contenuti diversi da un altro Leyio.
  • Da Leyio a Chiave USB esterna: se vuoi scambiare informazioni con chi non ha un Leyio non c’è problema: il Leyio è dotato anche di una porta USB, quindi basta connettere il dispositivo di memoria per avviare il trasferimento di dati. Anche in questo caso il PSD permette all’utente di selezionare esattamente i file che desidera inviare.
  • Da Leyio a computer via Navetta: Il Leyio comprende inoltre il cosiddetto Shuttle (navetta), un mini-dispositivo che si può staccare dal PSD e inserire direttamente nella porta USB del computer. Anche lo Shuttle consente di selezionare solo i dati da trasferire e “nascondere” nel PSD tutti gli altri.

Una volta terminato il trasferimento, si può tornare al proprio PC e sincronizzare tutto in automatico: le informazioni caricate sul Leyio passeranno al computer con la semplice connessione del dispositivo tramite un cavo collegato alla porta USB.
Oltre ai dati si possono archiviare anche altri file da condividere: link (Web) o account di alcuni social network (Avatar). Basta installare l’applicativo disponibile sul sito.

Leyio in mano

Leyio in mano

Condivido, e lo faccio velocemente.
La velocità di questo dispositivo Ultra Wide-Band è davvero notevole, 10 MB/s è la velocità pubblicizzata, ed è veramente così.
Tuttavia c’è da notare che l’UWB non è ancora un IETF standard e ha avuto un viaggio piuttosto tormentoso.
Sarebbe bello che questa tecnologia di condivisione ci fosse anche su altri tipi di dispositivi, per esempio i telefonini, che non si deve necessariamente possedere un altro Leyio per potersi scambiare i file.

Sono affidabile, ma occhio alle impronte che mi lasci addosso.
I pochi trasferimenti di test che abbiamo fatto sono andati tutti a buon fine. L’unico vero problema di affidabilità riscontrato è con i falsi negativi sul lettore di impronte digitali, forse si è già scordato della mia impronta. Comunque dopo 3 o 4 tentativi andati a male c’è sempre la possibilità di inserire il PIN. Un avviso: ricordatevi quale impronta avete registrato, io ho sempre usato il pollice destro.

Son leggero, e in borsetta mi trovi subito.
Il Leyio è piuttosto spesso, ma non è per nulla pesante, leggero quanto basta da tener in mano e portare in borsetta. Insomma come un accendino un po’ cicciotto.
Sostituisce benissimo le mille chiavette USB che abbiamo in borsa sempre con noi, che cerchiamo cerchiamo e non troviamo mai ;-)

Sono un tipo economico, non consumo molta energia.
Finora la durata della batteria è stata abbastanza buona. Lo uso da una settimana e non l’ho ancora ricaricato. C’è da aggiungere che si auto spegne dopo un tot di inutilizzo, e che non l’ho utilizzato molto per il file sharing Leyio-to-Leyio.
Inoltre, quando si sta facendo il trasferimento dei dati da PC il dispositivo è collegato via cavo USB, in questo modo al tempo stesso è in carica.

Ok, dimmi la verità tutta la verità: cosa pensi di me?

Sicuramente il design è molto carino (fosse stato un po’ meno spesso starebbe comodamente anche in tasca), ma ci sono alcune cose che in effetti mancano a questo piccolo dispositivo.
Primo, non si possono leggere alcuni file, per esempio le V-card che sono state memorizzate sopra. Cosa che sarebbe molto utile. Mentre invece si possono visualizzare le immagini.

Secondo, nonostante l’archiviazione di musica e video funzioni molto bene, non sarebbe stato male aggiungere un jack audio per ascoltare la musica e sentire i video.

Inoltre, come già affermato prima, questo è un personal device che personalmente utilizzerei davvero, ma la parte più interessante, ossia lo sharing via UWB, sarebbe da diffondere anche su altri dispositivi, poterlo fare solo Leyio verso Leyio è riduttivo.

Il vero punto debole tuttavia credo sia proprio la fascia di prezzo in cui si colloca: 179 149* euro sono troppi per un HDD con un trasferimento dati esclusivo. Finché il prezzo non scenderà sarà destinato ad essere uno di quei device per le geek chic, non per utente medio.

Insomma, c’è da dire che il Leyio me lo vedo bene ad uno dei nostri eventi, geek e girl geek - sì, girl geek, perché è geek ad essere il sostantivo, ci teniamo a precisarlo ;-) - che si scambiano file a colpi di polso. Un dispositivo da geek insomma, sicuramente non nazional popolare.

* Rettifica post-pubblicazione: Text 100 ci comunica che il prezzo è sceso a 149 euro.

Ringraziamo Text 100 per averci dato la possibilità di testarlo.

Tags: , , , , , , , ,

Intervista con Tara Hunt, Autrice di “The Whuffie Factor”

taraTara Hunt, @missrogue su Twitter, è una nota imprenditrice canadese, fondatrice dell’azienda di marketing non-convenzionale “Citizen Agency“, invitata spesso come speaker nelle conferenze di settore.

SARA ROSSO: Sei l’autrice del nuovo libro “The Whuffie Factor:  Using the Power of Social Networks to Build Your Business” (Usare il potere dei social network per costruire la propria impresa). Che cos’è Whuffie?

TARA HUNT: Whuffie è una parola buffa inventata da Cory Doctorow nel suo libro “Down and Out in the Magic Kingdom“, una sorta di moneta  sociale. Nel suo libro Cory parla di un futuro dove non ci saranno soldi, solo whuffie. Uno guadagna whuffie cercando di essere gentile, connesso con altri e/o distinguendosi dagli altri. Puoi mandare una richiesta (fare un ping in gergo geek) al whuffie di qualcun altro, ricevendo poi in ritorno un punteggio. Un punteggio alto vuole dire che probabilmente puoi fidarti di quella persona e forse vorresti conoscerla. Quando ho letto il libro di Cory, ho pensato “In realtà non mi sembra molto diverso da come ci relazioniamo oggi nelle comunità online”. Stiamo continuamente pingando il whuffie di qualcuno.

The Whuffie Factor

SARA ROSSO: Ci sono 5 principi chiavi del Whuffie Factor:

  1. Basta parlare, inizia ad ascoltare – concentrati sugli individuali e cerca di capire le esigenze della community
  2. Diventa parte della community a cui fornisci un servizio
  3. Fai vivere ai tuoi clienti esperienze incredibili
  4. Abbraccia il caos – le community sono fatte di persone, e le persone non sono prevedibili
  5. Trova il tuo obiettivo più alto – come potete contribuire alla community e allo stesso tempo essere proficui?

Quale principio trovi sia il più difficile per le aziende da comprendere? Come suggerisci loro di superare questa difficoltà?

TARA HUNT: Il principio più difficile per le aziende da comprendere è “Abbracciare il Caos”. Rinunciare al controllo del messaggio e aprirsi alle svariate opportunità che la costruzione dei rapporti con la propria community di clienti presenta è una cosa rischiosa da fare. Certo, tutto è un rischio, anche se pianificato rigorosamente, quindi io aiuto le aziende tramite piccoli passi ad accogliere questo caos, mettendo in evidenza i vantaggi lungo questo percorso.

SARA ROSSO: Perché dici che le aziende dovrebbero prima concentrarsi a “deliziare e incantare le persone che già fanno parte della tua community”? Se non esiste già una community ufficiale, come possono iniziare le aziende ad identificare chi fa parte di questa community?

TARA HUNT: Se coccolate i vostri clienti attuali, usciranno e parleranno con loro amici e contatti della loro ottima esperienza. Questa passaparola è ancora, e sarà sempre, il tipo di marketing più efficace. Quando le persone danno ai loro colleghi consigli, questo è molto più potente che ricevere una comunicazione da un’azienda.

Per quanto riguarda il come identificare chi fa parte della community di clienti, il consiglio che do è di fare un passo indietro e capire quale problema state cercando di risolvere o quale esigenza state soddisfando? E poi chiedervi “chi ha questi esigenze?” Questi sono il tipo di domande che dovrebbero aiutarvi a identificare la vostra community di clienti.

SARA ROSSO: In Italia i BarCamp sono davvero popolari, sei stata molto coinvolta nei BarCamp fin dall’inizio in California. Cosa pensi sia cambiato, in meglio o in peggio, nel modo in cui sono organizzati e realizzati in questi 4 anni? Hai qualche consiglio in merito?

TARA HUNT: I BarCamp sono fantastici perché, credo, si stanno evolvendo con le esigenze della “social geek community” (ossia coloro che principalmente stanno spingendo all’adozione dei BarCamp). Credo che stia cambiando in tutto il mondo. La gente sta diventando molto creativa sull’idea di BarCamp, applicandola anche a tematiche e settori non-tech, avendo poi risultati eccezionali. Questo sta portando i BarCamp ad un’udienza più allargata e credo fortemente che sia il verso giusto. Qualche consiglio? Solo quello che credo che il BarCamp sia un modello fantastico per stimolare flussi di pensieri creativi. Applicateli liberalmente!

SARA ROSSO: C’è qualche sito o nuovo tool che utilizzi che potrebbe interessare alle Girl Geek italiane?

TARA HUNT: Utilizzo una marea di tool per viaggiare recentemente. Mi piace tanto Tripit.com e Dopplr.com (vorrei che si potessero sincronizzare tra di loro però). Non vedo l’ora di vedere come Open Social si svilupperà per aiutarmi a risolvere tutti i problemi di gestione dei tanti social network.

Oltre a questi amo le varie applicazione di Twitter, come Tweetie per il mio iPhone e Tweetdeck per il mio desktop. Penso che ci saranno ancora molte idee e tool che usciranno da Twitter. E’ la bellezza del loro API aperte.

Grazie, Tara! Il suo libro, “The Whuffie Factor” è disponibile in inglese attraverso Amazon.com.

Ecco una presentazione di Tara di Whuffie. Sono 261 slide, ma volano.

Immagine di Tara Hunt da Lane Hartwell fetching.net

Tags: ,

Commenti

I commenti sono benvenuti, ma se sono senza email valida saranno ignorati. Insulti e offese a terzi (presenti e assenti) saranno cancellati. Moderazione: solo la prima volta che lasciate un commento viene messo in moderazione, il controllo viene fatto sull'indirizzo email.